17.02.2026 - Le segnalazioni di chiamate a nome di presunte autorità sono da mesi tra i casi più frequentemente segnalati all’UFCS. Gli autori spesso si spacciano per collaboratori delle autorità di polizia. Il fenomeno sta ora assumendo una nuova dimensione: i truffatori si fanno passare ora anche per collaboratori UFCS. Mentre le varianti precedenti miravano per lo più a impossessarsi direttamente dei dati di accesso o delle informazioni finanziarie, i casi attuali combinano la pressione psicologica e includono sia l’accesso remoto al computer che la visita in persona presso il domicilio di residenza della vittima.
Una chiamata gravida di conseguenze
La scorsa settimana è stato segnalato all’UFCS un caso che esemplifica l’approccio strutturato e multilivello adottato da questi gruppi criminali. I truffatori hanno contattato la vittima per telefono spacciandosi per collaboratori dell’UFCS. Con il pretesto di un’impellente emergenza di sicurezza, sono riusciti a instaurare fiducia attraverso un dialogo manipolativo. Durante la telefonata, hanno utilizzato un software di desktop remoto per accedere al cellulare della vittima. Una volta stabilito l’accesso, i truffatori hanno per prima cosa compromesso il conto bancario effettuando transazioni non autorizzate. Hanno poi affermato che le carte di credito erano state bloccate, creando ulteriore incertezza. I criminali hanno anche cercato di impedire alla vittima di contattare un aiuto esterno o di verificare le informazioni, costringendola a rimanere in contatto con loro per tutta la durata della telefonata.
In un passaggio successivo, i truffatori hanno affermato che i beni della vittima dovevano essere fisicamente «portati al sicuro» a causa della presunta situazione di pericolo: con i loro complici si sono poi presentati di persona a casa della vittima facendosi consegnare gioielli e contanti.
Campanelli di allarme tipici
I truffatori stanno diventando sempre più professionali: adottano tattiche di conversazione psicologicamente sofisticate e si avvalgono sempre più delle moderne tecnologie, cosicché le misure preventive spesso mostrano i propri limiti. Con il rapido sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale, in particolare dei modelli linguistici di grandi dimensioni, gli attacchi stanno diventando sempre più credibili, naturali, strutturati e convincenti. Ciò rende sempre più difficile per i privati distinguere tra prese di contatto genuine e false da parte delle autorità.
Alla luce di questo è ancora più importante sviluppare una consapevolezza degli schemi ricorrenti. Indipendentemente dalla storia specifica o dalla presunta minaccia, queste chiamate fraudolente provenienti da presunte autorità mostrano regolarmente campanelli di allarme simili:
- Chiamata inaspettata relativa a una presunta minaccia acuta o a un’indagine di polizia in corso;
- Richiesta di riservatezza nei confronti di parenti o di collaboratori della banca;
- Installazione o utilizzo di software di accesso remoto;
- Richiesta di dati di accesso, codici unici o «TAN» (Transaction Authentication Numbers);
- Pressioni e minacce intese a intraprendere un’azione finanziaria immediata;
- Annuncio di una visita in persona per ritirare denaro od oggetti di valore.
Questo non è assolutamente il modus operandi delle autorità, che non richiederebbero mai l’installazione di software al telefono, né il prelievo di contanti, la consegna di oggetti di valore o l’assoluta segretezza. Se vanno a concorrere diversi elementi sopracitati, è lecito presumere che si tratti di un tentativo di frode.
Una sana dose di scetticismo nei confronti delle chiamate inaspettate con un alto livello di urgenza non è quindi un segno di maleducazione, ma un importante meccanismo di autoprotezione.
Raccomandazioni
- Siate sempre diffidenti nei confronti di chiamate telefoniche in cui venite minacciati con eventuali conseguenze (perdita di denaro, denuncia penale, blocco del conto o della carta ecc.).
- Rivolgetevi al più vicino posto di polizia se non siete certi che la chiamata provenga effettivamente dalla polizia.
- Interrompete immediatamente telefonate di questo tipo.
- Se avete fornito i dati della carta di credito, contattate immediatamente l’istituto emittente per farla bloccare.
- Se avete subito danni finanziari, l’UFCS vi consiglia di presentare una denuncia penale alla polizia locale. Alla pagina di Suisse ePolice è possibile cercare le stazioni di polizia più vicine.
- Se avete effettuato un pagamento, contattate immediatamente la banca in modo che possa ancora eventualmente bloccarlo.
- Se vi è stato chiesto di installare un programma di accesso remoto, disinstallatelo immediatamente e modificate tutte le password che utilizzate sul dispositivo in questione.
Numeri e statistiche attuali
Segnalazioni della scorsa settimana per categoria:
Ultima modifica 17.02.2026