Settimana 31: Gli stratagemmi psicologici usati dai truffatori

05.08.2025 - I truffatori sanno manipolare le loro vittime inducendole a comportarsi secondo schemi desiderati. Nella quinta parte della serie estiva e anche la prossima settimana spiegano perché l’ingegneria sociale è così efficace e quali espedienti psicologivi sfrutta. Riconoscere questi schemi vi aiuterà a proteggervi in modo mirato.

Il bias dell’autorità: Perché siamo più propensi a seguire le istruzioni delle autorità

Il bias dell’autorità si riferisce alla tendenza umana ad accettare senza spirito critico le istruzioni o le affermazioni delle persone che ricoprono un ruolo autorevole, anche laddove ci sembrino discutibili o illogiche. Il termine «bias» deriva dall’inglese e significa «parzialità» o «pregiudizio». Le persone rivestite di potere, grande prestigio o competenze professionali ci sembrano quindi più credibili rispetto a individui sconosciuti. Questo meccanismo ha dei vantaggi nella vita quotidiana, ma in altri casi può rivelarsi pericoloso.

Ecco due esempi:

  • In una riunione del team una proposta intavolata dal superiore viene percepita come più ragionevole rispetto a quella avanzata da un collega.
  • Un’istruzione ha più possibilità di essere seguita se impartita da una persona in uniforme (p. es. un poliziotto) rispetto a un civile.

I truffatori sfruttano proprio questo effetto psicologico per manipolare le proprie vittime, fingendosi ad esempio agenti di polizia, impiegati di banca o membri della direzione. Una persona che riceve una telefonata da un presunto poliziotto è meno propensa a dubitare delle istruzioni ricevute. In questo caso è proprio il bias dell’autorità a inibire uno spirito di diffidenza.

Per proteggersi dalle truffe è quindi importante essere consapevoli di questo pregiudizio. Qualora riceviate una comunicazione o una chiamata inaspettate da parte della “polizia” o della “direzione”, chiedetevi: questa richiesta ha senso?

La tecnica «foot-in-the-door»: Quando il «sì» è una trappola

La tecnica «foot-in-the-door» (piede nella porta) è un metodo di manipolazione psicologica che trova applicazione soprattutto nelle vendite e nella pubblicità. Secondo il suo principio, chi accetta una modesta richiesta iniziale darà poi seguito anche alle pretese più consistenti.

All’inizio i malintenzionati avanzano una richiesta innocua e difficilmente rifiutabile. Non appena il malcapitato accetta, seguono gradualmente ulteriori richieste, con leggere varianti. Infine viene avanzata una richiesta che il bersaglio avrebbe probabilmente rifiutato inizialmente; avendo però acconsentito diverse volte, gli risulta difficile rifiutare all’improvviso. Il motivo è che le persone cercano di mantenere un comportamento coerente. Una volta accettato un proposito, non si vuole apparire incoerenti, anche laddove i presupposti iniziali siano drasticamente cambiati nel frattempo.

I truffatori sfruttano questa tecnica in modo mirato, ad esempio sulle piattaforme di piccoli annunci, dove si spacciano per acquirenti interessati e contattano i venditori. All’inizio non c’è nulla che dia nell’occhio, ma presto sembrano esserci dei presunti problemi con il metodo di pagamento, seguiti dalla richiesta di utilizzare una soluzione alternativa. Le variazioni sono minime e inizialmente non saltano all’occhio: per esempio si chiede di provare un determinato metodo di pagamento o cliccare su un link aggiuntivo. Gradualmente la vittima viene indotta a inserire dati sensibili su un sito web sconosciuto. Se i malintenzionati avessero richiesto di registrarsi sin da subito su una piattaforma sconosciuta, la vittima avrebbe probabilmente rifiutato.

Eppure, il fatto di aver accettato inizialmente una richiesta di minore entità non significa che si è condannati al consenso perpetuo. Se i presupposti continuano a cambiare o se non vi sentite sicuri, interrompete la comunicazione. Non lasciate che la tecnica «foot-in-the-door» vi induca a compiere azioni indesiderate.

FOMO: Paura di perdersi qualcosa

L’espressione «fear of missing out» (FOMO) si riferisce alla sensazione di esclusione da un’esperienza o da un’occasione fruite da altre persone. Questa paura di perdersi qualcosa può portare a prendere decisioni affrettate.

Spesso la FOMO si manifesta in situazioni sociali. Ad esempio si decide di partecipare a un evento anche senza averne voglia, ma solo per paura che gli altri possano vivere un’esperienza interessante e di essere esclusi dal successivo corollario di commenti. Il fenomeno FOMO non si manifesta solo nella vita quotidiana: anche i truffatori lo sfruttano in modo mirato su Internet.

Ne è un esempio la frode sugli investimenti. Le presunte piattaforme di investimento spesso millantano di concedere l’accesso solo a una cerchia ristretta di persone. Per alcuni, questa esclusività suscita la paura di mancare un’occasione irripetibile: si rischia di perdere grandi profitti per aver esitato troppo a lungo.

In determinate situazioni agire rapidamente può avere senso. Ma prima di prendere una decisione impulsiva, occorre chiedersi: è realistico che un’offerta sia disponibile solo per un tempo limitato? Vale sempre il principio: se un’offerta sembra troppo bella per essere vera, spesso lo è.

Raccomandazioni

  • Restate scettici quando navigate su Internet.
  • Non lasciatevi indurre ad accettare continuamente piccole richieste a cui non volete in realtà dare seguito.
  • Non lasciatevi abbagliare da opportunità spacciate per esclusive o lucrative.
  • In caso di minimo dubbio interrompete la comunicazione.

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Ultima modifica 05.08.2025

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